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venerdì 6 marzo 2026

L'importanza del dolore

 


Il dolore è parte integrante della pratica, non và temuto, non và evitato, ma ascoltato, compreso, amato. Perchè ogni volta che proverò dolore, quella sensazione starà illuminando quella parte del corpo, ed è lì che agirò anche in maniera sottile, lavorando con il fine di muovere le energie per ottenere l'obiettivo della pratica.

È normale per ognuno di noi avere uno spazio corpo/mente in cui stiamo "comodi", ma per ottenere il Samadhi, l'illuminazione o, molto più semplicemente, per chi si accontenta di "poco", il benessere, dobbiamo allontanarci da lì.

Un fisico molto elastico mi costringerà a fare un lavoro incredibile di concentrazione per sentire il corpo, perdendo consapevolezza.

Tutto ciò richiede però esercizio e l'esercizio implica una grande quantità di fallimenti e frustrazione.

Il punto non è quante volte fallisci, ma quanto è chiaro che quel fallimento è una parte del processo di apprendimento. 

Quando cominciamo a ragionare sul fatto che non siamo riusciti a fare fa parte di questo processo, la potenza autodistruttiva dell'errore è disinnescata.

Om 🙏🏻

 (Salvo)

mercoledì 12 novembre 2025

Sarvangasana

 



Salamba Sarvangasana, la madre delle asana, perché come una madre lotta per l’armonia della famiglia, così quest’asana lotta per l’armonia dell’organismo.

Anzitutto agisce sulla tiroide e le ghiandole paratiroidali che si trovano nella regione del collo, in quanto la compressione del mento sullo sterno favorisce una maggiore circolazione sanguigna.

Il sangue fluisce verso il cuore sfruttando la gravità quindi chi soffre di affanno, palpitazioni, asma, bronchiti e disturbi alla gola otterrà effetti positivi. 

In generale lo spostamento sanguigno dovuto al capovolgimento del corpo, provocherà un “lavaggio” degli organi.

Vengono calmati i nervi e di conseguenza benefici per chi soffre di ipertensione, insonnia, irascibilità.

Influisce sugli organi dell’addome, liberando il movimento delle viscere, e quindi sulla stitichezza.

Idem per problemi di spostamento dell’utero, disturbi urinari, disturbi mestruali, emorroidi.

Chi praticherà costantemente Sarvangasana sentirà nuove forze e vigore.

Chi soffre di ipertensione deve praticare con cautela.

giovedì 24 ottobre 2024

VALE LA PENA PRATICARE?



 



“Che cosa è la mente?

Secondo l’Enciclopedia Treccani per mente si intende:
Il complesso delle facoltà umane che più specificamente si riferiscono al pensiero, e in particolare quelle intellettive, percettive, mnemoniche, intuitive e volitive.
“Andare oltre la mente” potrebbe significare, quindi, avere accesso ad una conoscenza che esula dalle ordinarie facoltà intellettive e percettive, che viene detta, nello Yoga Pratibhā (प्रतिभा) – letteralmente “luce, “splendore”.

In buona sostanza, “andare oltre la mente” sembrerebbe una gran bella cosa, tanto più che, dal saggio Vyāsa si viene a sapere che la realizzazione di prātibha preannuncia quella di “vivekajñāna” la conoscenza discriminativa grazie alla quale lo Yogī potrà, finalmente, raggiungere la realizzazione suprema, detta Kaivalya;

Kaivalya è una condizione che viene così definita:
Kaivalya è la natura stessa del sé, lo stato supremo (paramam padam). 
È senza parti ed è inossidabile. È l’intuizione diretta dell’esistenza reale, dell’intelligenza e della beatitudine. È privo di nascita, esistenza, distruzione, riconoscimento ed esperienza. Questo è chiamato conoscenza.”

Kaivalya, è un sostantivo neutro, derivante dall’aggettivo “kevala” che vuol dire “solo”, “isolato”, “soltanto uno”; potremmo tradurre kaivalya con “isolamento” o con “solitudine”, parole che in noi, a dir la verità, non è che stimolino pensieri troppo positivi.

Anzi, nonostante ciò che diciamo nelle discussioni da social, l’idea che la meta ultima dello yoga, la realizzazione raggiungibile grazie alla conoscenza, sia in realtà uno stato di estrema solitudine è decisamente angosciante.

Ci insegnano che lo yoga conduce alla beatitudine suprema e alla fine, studiando, scopriamo che lo Yogī è destinato al completo isolamento.

Si tratta di un insegnamento, difficile da digerire,

“Andare oltre la mente”, realizzare la “conoscenza”, significa quindi intraprendere un viaggio che dovrebbe condurci a “kaivalya”, la solitudine perfetta.

La domanda che noi praticanti di Yoga dovremmo porci, a questo punto, credo sia la seguente: siamo sicuri di voler abbandonare la dimensione della manifestazione?

Certo, la condizione di kaivalya è quella dell’assenza di sofferenza, e pare ovvio che “andando oltre la mente” supereremmo l’innata ansia di incompiutezza dell’essere umano, l’angoscia di vivere che ci serra la gola dal momento in cui diventiamo consci della mortalità nostra e dei nostri cari; ma rinunceremmo anche all’esperienza della gioia, al godere della bellezza del tramonto o del sorriso dell’amato. 

Siamo sicuri di voler davvero rinunciare alla razionalità, all’esperienza individuale, ai colori della natura, in una parola sola alla “Vita”, per accedere ad una dimensione di non dolore nella quale non possono esistere né mente, né sensi, né “io” che possano testimoniare un’esistenza in forma di pura coscienza, eterna ed incolore?”

Laura Gabriella Nalin e Paolo Proietti

domenica 24 marzo 2024

Le Nadi : Canali Energetici per la Salute e il Benessere



Nella tradizione yoga, le nadi sono canali energetici sottili che percorrono il corpo e trasportano prana, l'energia vitale. Tra le numerose nadi, tre sono considerate le più importanti: Ida, Pingala e Sushumna.

Ida Nadi

Rappresenta l'energia lunare, femminile e fredda

Scorre lungo il lato sinistro del corpo, dalla base della colonna vertebrale alla narice sinistra

È associata alla mente, all'intuizione e alla calma

Pingala Nadi

Rappresenta l'energia solare, maschile e calda

Scorre lungo il lato destro del corpo, dalla base della colonna vertebrale alla narice destra

È associata al corpo, all'azione e alla vitalità

Sushumna Nadi

Rappresenta l'equilibrio tra Ida e Pingala

Scorre lungo la colonna vertebrale, dal coccige alla sommità della testa

È associata alla kundalini, l'energia spirituale dormiente


Benefici di Lavorare sulle Nadi

Lavorare sulle nadi attraverso pratiche come il pranayama (esercizi di respirazione), la meditazione e gli asana (posizioni yoga) può portare numerosi benefici, tra cui:

Equilibrio energetico: Armonizzare Ida e Pingala può aiutare a bilanciare i sistemi nervosi simpatico e parasimpatico, promuovendo la calma e la vitalità.

Miglioramento della salute fisica: Lavorare sulle nadi può migliorare la circolazione, la digestione e il sistema immunitario.

Riduzione dello stress: Le pratiche che coinvolgono le nadi possono aiutare a ridurre lo stress e l'ansia, promuovendo il rilassamento.

Aumento della consapevolezza: Lavorando sulle nadi, possiamo diventare più consapevoli del nostro corpo, della nostra mente e del nostro spirito.

Risveglio spirituale: Sushumna nadi è associata al risveglio spirituale e alla realizzazione del sé.


In sintesi

Le tre nadi principali sono canali energetici vitali che svolgono un ruolo cruciale nella nostra salute e nel nostro benessere. Lavorando su di esse attraverso pratiche yoga, possiamo bilanciare la nostra energia, migliorare la nostra salute, ridurre lo stress, aumentare la nostra consapevolezza e progredire nel nostro viaggio spirituale.

lunedì 30 ottobre 2023

Confessa tutti i tuoi errori nascosti.

 

Confessa tutti i tuoi errori nascosti.

Affronta quello che trovi ripugnante.
Chiunque pensi di non poter aiutare, aiutalo.
Tutto quello a cui sei attaccata/o lascialo andare.
Vai nei luoghi che t'intimoriscono, come i cimiteri.
Gli esseri senzienti sono illimitati come il cielo, sii consapevole.
Dampa Sangye(1045 -1117)


lunedì 23 ottobre 2023

Non è nelle mie corde

 



‘Non è nelle mie corde’, ‘non fa per me’, ‘non è io mio modo’ è la peggior cosa che possa affermare un praticante. 

Davanti a questa impostazione tutto si ferma: 
lo scopo della pratica è proprio farci essere come non siamo mai stati; farci svestire i nostri panni e farcene indossare altri che non sentiamo comodi per noi; farci affrontare la fatica, il dolore e la vergogna che questo può comportare è il primo passo
Y.B.F. 1961

martedì 14 marzo 2023

Yoga è


Serve a poco che la pratica sia come un temporale occasionale che inonda ogni cosa ma che poi, finita la tempesta, lascia che tutto ritorni esattamente come era.

La pratica deve essere invece lenta e costante come una goccia, continua, insistente, ripetitiva, noiosa, ma capace di modificare per sempre anche la pietra più dura

Yoga è 

conoscere il modo per mantenere l'equilibrio, la serenità, la calma, l'autocontrollo, l'amore.

Yoga è 

sapere che la violenza attira altra violenza, l'amore attira a sé altro amore,l'egoismo altro egoismo, un sorriso un altro sorriso.

Yoga è

conoscere il giusto modo per utilizzare completamente la forza del pensiero e tutte le altre energie cosmiche

Yoga è

sapere che la felicità interiore è più forte e duratura di quella esteriore e la si può raggiungere facilmente.

Yoga è 

saper dare un sorriso, un aiuto, un favore a chi chiede.

Yoga è

conoscere che la nostra parola, il nostro pensiero e la nostra azione hanno la capacità di modificare nel tempo profondamente l'ambiente nel quale ci troviamo.

Yoga è 

sapere che la semplicità e l'accontentarsi danno la felicità.

Yoga è 

comprendere che i nostri pensieri attirano altri pensieri della stessa natura.

Yoga è

voler sviluppare e conoscere tutte le varie energie di cui disponiamo.

Yoga è 

lo strumento per controllare il proprio destino.


(M° Giorgio Furlan Che cosa è Yoga da "Polvere di stelle - Liriche Tantriche", Produzioni Babaji)

venerdì 25 novembre 2022

LO SCOPO DELLO YOGA È LO YOGA.




“Se nello yoga si cerca una finalità, questa non può che arrivare da una memoria, da qualcosa di già noto.

E’ quando non vi è alcuno scopo, che la vita, le arti, diventano rituali.

Non appena c'è un obiettivo, è già un'attività profana.

Se la “non-finalità” è compresa, anche se tecnicamente mediocre,
l’attività diviene sacra, ispirante...

Una postura può essere di ispirazione, anche se è tecnicamente sbagliata.

Se chi la esegue è completamente lì, nella presenza, senza alcun divenire, senza alcuna intenzione, è una ispirazione.

La posa diventa sacra.

Eric Baret, da un seminario.

martedì 22 novembre 2022

Introduzione ai Pranayama - chandra anuloma viloma & surya anuloma viloma

Video molto interessante che spiega cosa sono i Pranayama e ne approfondisce due, chandra anuloma viloma e surya anuloma viloma.
In inglese ma, con qualche conoscenza base,  si riesce a seguire facilmente



mercoledì 31 marzo 2021

Gossip Yoga pillole - Il secondo Chakra - Svādhiṣṭhāna .

Svadisthana è il secondo chakra del corpo e il centro della creatività, del piacere e del divertimento. È anche noto nella cultura occidentale come milza o chakra sacrale a causa della sua posizione nel corpo - nell'addome inferiore, a circa due pollici sotto l'ombelico.


Di Mirzolot2 - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=10564582

Il termine deriva dal sanscrito sva, che significa "proprio", e adisthana, che significa "casa" o "luogo di dimora". La radice, svad, si traduce anche come "gustare con piacere" o "godere". Questo chakra è connesso alle emozioni, al desiderio e alla sessualità.

Nello yoga, gli asana che coinvolgono il movimento dei fianchi e dell'addome inferiore stimolano questo chakra.

Questo centro energetico di svadisthana è responsabile della creatività personale - ciò che l'individuo offre al mondo attraverso le arti, il lavoro e la procreazione. È anche la connessione umana alla Verità interiore e alla conoscenza di se stessi.

La mente subconscia governa lo svadisthana, che è associato alle emozioni che influenzano le relazioni: sensualità, accettazione di sé e intimità. Questo chakra governa il modo in cui l'individuo si relaziona agli altri e il significato di tali relazioni per loro.

Il colore associato allo svadisthana è l'arancione, che è una combinazione di giallo (felicità) e rosso (energia). Il simbolo di questo chakra è un fiore di loto con sei petali arancioni e una falce di luna.

Il mantra associato è VAṂ.

Le asana yoga che stimolano lo svadisthana includono bhujangasana (posa del cobra), natarajasana (posa del ballerino), parivrtta trikonasana (posa del triangolo ruotato), baddha konasana (posizione della farfalla) e utthita parsvakonasana (posa dell'angolo laterale esteso).




traduzione Google di www.yogapedia.com  (modificato)

domenica 14 marzo 2021

Approfondimento respirazione diaframmatica

L’uomo può sopravvivere senza cibo o senza acqua per alcuni giorni, ma senza respirare muore dopo pochi secondi.

La maggior parte delle persone, infatti, respira in maniera superficiale, riempendo di aria solo in piccola parte i polmoni(1/3 circa) e vivendo, di conseguenza, in un perenne stato di scarsa ossigenazione, senza poter trarre giovamento dai tanti benefici di una corretta respirazione.

In realtà da bambini 👶🏻 respiravamo con la pancia, ma pian piano abbiamo perso l'abitudine ed anche la capacità di ascoltarci. La maggior parte degli adulti invece respira aumentando le dimensioni del torace contraendo i muscoli intercostali nell'inspirazione, questo riduce notevolmente il volume di ossigeno che viene inspirato e indebolisce e blocca il diaframma.  Tornare a respirare con l'addome significa ritrovare il benessere e l'equilibrio.

Per avere le condizioni ottimali per la respirazione addominale il diaframma dobbiamo invece sbloccarlo, un muscolo a forma di cupola posto nella parte inferiore della gabbia toracica (andate a guardare dei video che mostrano il movimento del diaframma per avere una migliore comprensione).

Nella fase dell'inspirazione, il diaframma si abbassa, in combinazione con i muscoli intercostali, abbassando la pressione nella cavità toracica, mentre l'aria entra nei polmoni e mette in tensione la zona addominale. In questa fase dovremmo vedere l'addome che si gonfia leggermente.

Nell'espirazione il diaframma si rilassa tornando verso l’alto insieme ai muscoli intercostali, permettendo all'aria di uscire. E utilizzando i muscoli addominali, possiamo costringere l'aria ad uscire più rapidamente. In questo caso l'addome va verso l’interno.

Sbloccando il diaframma, aumenterà la quantità d'aria che andrà ad ossigenare ogni cellula e ogni organo del corpo nell'inspirazione e quella che verrà fuori portando via insieme agli scarti metabolici, anche gran parte dello stress e della tensione accumulata.                                                                                                           

Quali sono i benefici di una corretta respirazione diaframmatica?

🧘🏻‍♂️Migliora l’ossigenazione del sangue: le tecniche di respirazione che coinvolgono correttamente il diaframma permettono di riempire nella loro totalità i polmoni, anche triplicando la quantità di ossigeno che va in circolo nel sangue.

🧘🏼La digestione: questo avviene perché il diaframma (il principale muscolo della respirazione) attraverso il suo ritmico lavoro di “salita e di discesa” determina un costante massaggio allo stomaco. Infatti durante l’inspirazione il diaframma scende e lo stomaco subisce pressioni e, dalla sua posizione verticale, si “orizzontalizza”. In questa fase di contrazione del diaframma, l’orifizio attraverso cui passa l’esofago si contrae impedendone il rigurgito. La natura di quest’orifizio è muscolare, il massimo del beneficio si ottiene solo attraverso una respirazione profonda.

🧘🏽‍♂️Il sistema circolatorio: maggiore è la profondità della respirazione, maggiore sarà l’ossigenazione del sangue.

🧘🏻‍♀️Rilassa corpo e mente (provate a pensare com’è il vostro respiro quando siete spaventati o in ansia)

🧘🏿‍♂️Qualità del sonno (se respiriamo in maniera scorretta, si attiva quella parte del Sistema Nervoso responsabile di mandare in circolo nel sangue l’adrenalina e farti sentire pronto e scattante come se dovessi affrontare un pericolo, addormentarsi e riposare bene diventa ancora più complicato)

🤸🏻Migliora i movimenti: se non utilizzi la respirazione diaframmatica, la muscolatura profonda(quella che si occupa della postura) non viene stimolata ed ossigenata, ed i muscoli superficiali(quelli che si occupano dei movimenti), per sopperire a questa mancanza, si contraggono e rimangono in uno stato di tensione continua, che in breve tempo provoca rigidità, dolori muscolari e ridotta flessibilità.

venerdì 22 maggio 2020

Quinto Rito Tibetano (La Montagna)

da:

Yogapedia.it

Quinto Rito Tibetano 

(La Montagna)



Questo Rito rinforza i muscoli delle braccia e del petto, alluna la parte posteriore delle gambe e della schiena eliminando le tossine dal naso e dalla gola. Stimola gli organi addominali e intestinali. Attiva energeticamente tutti i Chakra.


AIUTA AD ALLEVIARE: Artrite - Osteoporosi - Mestruazioni irregolari e difficoltose - Problemi digestivi - Dolori alla schiena - Rigidità delle gambe e del collo.

BENEFICI PER LA SALUTE: Ha un effetto rinvigorente sulla tiroide, sulle surrenali, sui reni e tutti gli organi sessuali compresi prostata e utero. Favorisce la circolazione e il flusso linfatico, il che è un impatto positivo sul sistema immunitario. stimola una respirazione più profonda ed accelera l rotazione di tutti i chakra. Tonifica l'addome, il cuore e il diaframma.

CONSIGLI MEDICI: Se soffrite di ernia, di ipertensione senza controllo di farmaci, di alterazioni dei dischi intervertebrali, di ipertiroidismo, di Sindrome di Meniere, di vertigini chiedete SEMPRE consiglio al medico prima di effettuare questo Rito.

SPIEGAZIONE:

  1. Mettetevi carponi con le mani appoggiate a terra un palmo più avanti rispetto alla linea alle spalle e i piedi con le punte ripiegate. Inspirate e sollevate la testa.
  2. Espirate spingendo temporaneamente sulle mani e sui piedi e sollevate in alto il bacino allungando la schiena e le gambe assumendo la posizione della V. Inspirando abbassate il bacino avvicinando il pube a terra senza appoggiare il corpo a terra e rimanendo in appoggio solo sulle mani e sui piedi con le gambe ben tese.

ESERCIZIO DI RILASSAMENTO: Mettersi in posizione prona, braccia allungate in avanti. Girare la testa a dx e appoggiate la guancia sx a terra. Piegate la gamba dx e avvicinate la pianta del piede al ginocchio sx, quindi piegate il braccio dx avvicinando il gomito al ginocchio dx. Mantenete questa posizione per qualche minuto respirando naturalmente e poi invertite la posizione.

AFFERMAZIONE:

Mi concentro sulle cose essenziali della mia vita. Tutte le benedizioni del cieli si riversano su di me.



Creative Commons License

Il testo è ripreso  da www.yogapedia.it ed è stato riformattato

giovedì 21 maggio 2020

Quarto Rito Tibetano (Il Ponte)

da:

Yogapedia.it

Quarto Rito Tibetano (Il Ponte)



Il quarto Rito tonifica le braccia, le gambe e i glutei. Apre la gabbia toracica e scioglie le articolazioni delle spalle e delle anche prevenendo l'osteoporosi e l'artrosi. Attiva energeticamente il 3° - 4° - 5° Chakra.




Si esegue partendo da un minimo di 3 (tre) ad un massimo di 21 (ventuno) ripetizioni.

AIUTA AD ALLEVIARE: Artrite - osteoporosi - Sintomi della menopausa - Mestruazioni irregolari

BENEFICI PER LA SALUTE: Ha un effetto fortificante sulla ghiandola della tiroide, su tutti gli organi del sistema digestivo ed anche sugli organi sessuali. Esso tonifica l'addome, il muscolo cardiaco e il diaframma. se soffrite di sinusite troverete un notevole beneficio in questo esercizio perché libera i dotti nasali. Questo movimento può inoltre influenzare positivamente i cicli mestruali difficoltosi e i sintomi della menopausa.

CONSIGLI MEDICI: Se soffrite di ernia, di ipertensione senza controllo di farmaci, di alterazioni dei dischi intervertebrali, di ipertiroidismo, di Sindrome di Meniere, di vertigini chiedete SEMPRE consiglio al medico prima di effettuare questo Rito.

SPIEGAZIONE:

  1. Sedetevi e distendete le gambe divaricandole di circa 20 cm. Le punte sono a martello e tenete le mani appoggiate a terra ai lati del bacino esattamente in linea con le anche.
  2. Inspirate e premete le mani e i talloni contro il suolo e contemporaneamente slittate in avanti con il bacino alzandolo da terra raggiungendo così la posizione orizzontale sia con il bacino che con il dorso e flettete il capo all'indietro.
  3. Espirando tornate nella posizione iniziale. Riabbassate il bacino.

ESERCIZIO DI RILASSAMENTO: Distesi sul dorso, gambe piegate e divaricate, braccia aperte in fuori sulla linea delle spalle. Inspirate profondamente ed espirando abbassate entrambe le ginocchia a terra verso destra e contemporaneamente girate la testa verso sinistra. Mantenete la posizione per qualche respiro e poi invertite il lato.

AFFERMAZIONE:

L'equilibrio assoluto è in me. Sono forte e vivo.


...continua

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Il testo è ripreso  da www.yogapedia.it ed è stato riformattato

mercoledì 20 maggio 2020

Terzo Rito Tibetano (L'Arco)

da:

Yogapedia.it

Terzo Rito Tibetano (L'Arco)



Questo terzo Rito allevia le tensioni e i dolori alla schiena e al collo. Stimola e apre le vie respiratorie e allo stesso tempo regolarizza le funzionalità degli organi genitali. Attiva energeticamente il 3° - 4° - 5° - 6° Chakra.




Questo Rituale Tibetano di esegue partendo da un minimo di 3 (tre) volte ad un massimo di 21 (ventuno) volte.

AIUTA AD ALLEVIARE: Artrite - Mestruazioni irregolari o difficoltose - Sintomi della menopausa - Problemi digestivi - Dolori alla schiena e al collo - Congestione da sinusite.

BENEFICI PER LA SALUTE: Anche il Terzo Rito come il Secondo ringiovanisce la ghiandola della tiroide, le surrenali, i reni e tutti gli organi del sistema digestivo. Inoltre ringiovanisce gli organi e le ghiandole sessuali. Questo Rito risulta particolarmente utile per le donne in menopausa. Tonifica e rafforza l'Addome rendendo tonico il diaframma. Allevia la tensione muscolare lombare, cervicale e dorsale.

CONSIGLI MEDICI: Se soffrite di ernia, di ipertensione senza controllo di farmaci, di alterazioni dei dischi intervertebrali, di ipertiroidismo, di Sindrome di Meniere, di vertigini chiedete SEMPRE consiglio al medico prima di effettuare questo Rito.

SPIEGAZIONE:

  1. Mettetevi in ginocchio con le dita dei piedi ripiegate e appoggiate a terra, con le mani afferrate la base dei glutei.
  2. Espirando piegate il capo in avanti, poi inspirando flettendo indietro assieme al busto, cercando di inarcare solamente la parte superiore del dorso, mantenendo le cosce perpendicolari, contraendo i glutei e spingendo i gomiti uno verso l'altro in modo da chiudere il più possibile le scapole.

ESERCIZIO DI RILASSAMENTO:

Mettetevi in ginocchio e abbassate il bacino sui talloni piegando il busto in avanti. Portate il petto in avanti a contatto con le cosce e appoggiate la fronte a terra. Rimanete in questa posizione respirando naturalmente per qualche minuto.

AFFERMAZIONE:

Affronto le sfide della vita. L'elasticità e l'energia si stabilizzano nelle mie cellule.


...continua

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martedì 19 maggio 2020

Secondo Rito Tibetano (L'Angolo)

da:

Yogapedia.it

Secondo Rito Tibetano (L'Angolo)


Questo rito apporta beneficio agli organi addominali e genitali, tonificando alo stesso tempo i muscoli delle gambe e del collo. Il Rituale si esegue partendo da un minimo di tre (3) esecuzioni ad un massimo di ventuno (21).



AIUTA AD ALLEVIARE: Artrite - Osteoporosi - Mestruazioni irregolari - Sintomi della menopausa - Problemi digestivi e intestinali - Dolori lombari - Rigidità delle gambe e del collo.

BENEFICI PER LA SALUTE: Ha un'effetto ristoratore sulla ghiandola tiroidea, sulle surrenali, sui reni, su gli organi del sistema digestivo e su gli organi sessuali (utero e prostata). Il movimento rinforza l'addome, le gambe e le braccia. inoltre allevia la tensione nella parte inferiore della schiena riducendo il dolore.

CONSIGLI MEDICI: Se soffrite di ernia iatale, di ipertiroidismo, Sindrome di Meniere, o di malattie accompagnate da crisi acute e periodiche chiedete SEMPRE il consiglio di un medico o di un professionista per sapere se questo è un'esercizio sicuro per voi. Se avete problemi al cuore o se avete avuto un'infarto NON ESEGUITE questo Rito senza il consenso esplicito del medico.

SPIEGAZIONE:

  1. Distendetevi sul dorso con le braccia lungo i fianchi e i palmi delle mani a terra, il collo e la nuca allungati.
  2. Espirando sollevate le gambe in verticale sino a raggiungere un angolo di 90° (tenendo i piedi a martello) e nello stesso momento flettete il capo in avanti avvicinandolo al petto.
  3. Inspirando tornate lentamente giù a terra sia con le gambe che con la testa.

ESERCIZIO DI RILASSAMENTO:

Supini, piegate le gambe, staccando i piedi dal suolo e abbracciatevi con le mani le ginocchia. Restate in questa posizione per qualche minuto respirando lentamente e profondamente dal naso. Questa posizione (Asana) yoga è una vera e propria terapia x tutti che soffrono di lombari e produce un massaggio benefico sugli organi addominali.

AFFERMAZIONE: Per rendere ancora più efficace la pratica di questo Rito possiamo usare un'affermazione:

Tutto il mio corpo si vivifica. Ascolto i messaggi del mio corpo.



...continua

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lunedì 18 maggio 2020

Primo Rito Tibetano (La Ruota)

da:

Yogapedia.it

Primo Rito Tibetano (La Ruota)



Il Primo Tibetano produce l'attivazione energetica di tutti i Chakra. Il Rituale si esegue partendo da un minimo di tre (3) esecuzioni ad un massimo di ventuno (21).



AIUTA AD ALLEVIARE: Vene varicose - Osteoporosi - Emicranie

BENEFICI PER LA SALUTE: Lavorando sulla circolazione allevia i problemi delle vene varicose, tonifica le braccia e allevi i dolori dell'osteoporosi. Aumenta notevolmente il flusso energetico attraverso tutti i Chakra. Aiuta il flusso cerebro-spinale che contribuisce alla chiarezza mentale ed è di aiuto nella prevenzione delle emicranie.

CONSIGLI MEDICI: La rotazione potrebbe aggravare certe condizioni di salute, quindi è bene chiedere sempre consiglio ad un medico o ad uno specialista se avete problemi di Sclerosi Multipla, Morbo di Parkinson, sindrome di Maniere, vertigini, se state assumendo farmaci antidepressivi che possono dare stordimento e/o se siete in stato di gravidanza. Se avete problemi al cuore o se avete avuto un'infarto NON ESEGUITE questo Rito senza il consenso esplicito del medico.

SPIEGAZIONE:

  1. In piedi, gambe leggermente divaricate e piedi paralleli, le braccia lungo i fianchi.
  2. Sollevare le braccia sulla linea delle spalle, il palmo della mano sx rivolto verso l'alto e il palmo della mano dx verso il basso, assumendo con il corpo la forma della croce.
  3. Con gli occhi aperti fissate un punto davanti a voi, quindi iniziate a ruotare in senso orario muovendo i piedi di un quarto di cerchio alla volta e restando sempre sullo stesso punto di partenza durante la rotazione. Possono aumentare la velocità solo coloro che non soffrono di vertigini.
  4. Per concludere la rotazione, restate in posizione eretta, con i piedi leggermente divaricati e unite il palmo delle mani davanti al corpo (all'altezza dello sterno) guardando i pollici. Questo aiuterà a ritrovare l'equilibrio.


ESERCIZIO DI RILASSAMENTO

Potrebbe capitare che alla fine del Rito si abbiano dei capogiri. In questo caso, dopo essersi fermati premete i pollici di entrambe le mani alla radice del naso (fra le sopracciglia) e attende che il senso di vertigine diminuisca. Sdraiatevi a terra supini e rilassatevi per qualche minuto respirando profondamente con le mani appoggiate sopra l'ombelico. Con il tempo e la pratica le vertigini tenderanno a scomparire e il movimento diventerà più fluido e veloce.

AFFERMAZIONE: Per rendere ancora più efficace la pratica di questo Rito possiamo usare un'affermazione:

Sono in armonia col flusso della vita. Tutto il mio corpo si riempie di energia.


...continua

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Il testo è ripreso  da www.yogapedia.it ed è stato riformattato

domenica 17 maggio 2020

I 5 Tibetani

da:

Yogapedia.it

I 5 Riti Tibetani




I CINQUE TIBETANI


Dal Tibet...come il loro nome stesso recita, I Cinque Rituali Tibetani provengono da una delle regioni più affascinanti e ricche di storia del mondo. Ma esattamente come sono arrivati sin da noi? Chi li ha divulgati in Occidente? Qual'è la filosofia di vita alla base di questi esercizi?

Con I Cinque Tibetani si può raggiungere il benessere del corpo, della mente, dello spirito e il risveglio della forza vitale. Essi sono una forma di meditazione fisica attiva, molto efficace per prendere coscienza di se stessi, del proprio corpo fino alla più piccola cellula, in modo particolarmente vivo.


5-riti-tibetani.jpg





PERCHE' FUNZIONANO?

Nel corpo ci sono sette centri energetici che corrispondono alle sette ghiandole endocrine. Le funzioni corporee sono regolate dagli ormoni secreti proprio dalle ghiandole endocrine. Di recente si è scoperto che anche l'invecchiamento è regolato dall'Ormone della morte che viene prodotto dalla ghiandola pituitaria all'inizio della pubertà e sembra che questo ormone interferisca con l'abilità delle cellule di utilizzare ormoni benefici come quello della crescita, quindi cellule e organi a poco a poco si deteriorano e muoiono. I Chakra, che sono appunto i sette centri energetici, hanno il loro centro in una delle sette ghiandole endocrine (a secrezione interna) che hanno proprio la funzione di stimolare la produzione di ormoni. Gli ormoni regolano le funzioni del corpo incluso il processo di invecchiamento.

I sette Chakra sono così localizzati:
le ghiandole della riproduzione
il pancreas
le ghiandole surrenali
il timo
la tiroide
la ghiandola pineale
la ghiandola pituitaria.

Equilibrando i Sette Chakra viene normalizzato anche lo squilibrio ormonale, perciò le cellule possono replicarsi come quando erano giovani. Stimolando tutti i sistemi di regolazione del corpo si agiste a livello biochimico degli enzimi e degli ormoni, influenzando notevolmente la nostra sensazione di benessere e il nostro mondo emozionale. In una persona sana i centri energetici ruotano a grande velocità, facendo si che l'energia vitale chiamata anche "Prana" scorra verso l'alto attraverso il sistema endocrino. Se uno di questi centri rallenta o si blocca il flusso di energia vitale viene influenzato negativamente tutto lo stato di salute. Uno dei modi per riattivare i centri energetici è quel di praticare con costanza i Cinque Tibetani.

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Il testo è ripreso  da www.yogapedia.it ed è stato riformattato

giovedì 14 maggio 2020

Meditazione : un approfondimento

Cosa si intende per MEDITAZIONE ? a cosa serve? come si pratica?


Meditazione: consiste nel riuscire a focalizzare l'attenzione su se stessi percependo sensazioni, emozioni, pensieri e percezioni. 




L’obiettivo della meditazione è quello di riuscire a concentrare l’attenzione su noi stessi, seguendo percezioni, sensazioni, pensieri ed emozioni, o sull’ambiente esterno al fine di raggiungere un livello di maggior consapevolezza e di calma interiore.

Attraverso la meditazione è possibile ridurre stress, ansia, paura e rabbia.

Per saperne di più l'articolo completo su : www.stateofmind.it




Quando si dice Il Maestro : B.K.S. Iyengar in 1938

Krishnamacharya & B.K.S. Iyengar in 1938 with Yoga Sutras

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