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venerdì 6 marzo 2026

L'importanza del dolore

 


Il dolore è parte integrante della pratica, non và temuto, non và evitato, ma ascoltato, compreso, amato. Perchè ogni volta che proverò dolore, quella sensazione starà illuminando quella parte del corpo, ed è lì che agirò anche in maniera sottile, lavorando con il fine di muovere le energie per ottenere l'obiettivo della pratica.

È normale per ognuno di noi avere uno spazio corpo/mente in cui stiamo "comodi", ma per ottenere il Samadhi, l'illuminazione o, molto più semplicemente, per chi si accontenta di "poco", il benessere, dobbiamo allontanarci da lì.

Un fisico molto elastico mi costringerà a fare un lavoro incredibile di concentrazione per sentire il corpo, perdendo consapevolezza.

Tutto ciò richiede però esercizio e l'esercizio implica una grande quantità di fallimenti e frustrazione.

Il punto non è quante volte fallisci, ma quanto è chiaro che quel fallimento è una parte del processo di apprendimento. 

Quando cominciamo a ragionare sul fatto che non siamo riusciti a fare fa parte di questo processo, la potenza autodistruttiva dell'errore è disinnescata.

Om 🙏🏻

 (Salvo)

lunedì 30 ottobre 2023

Confessa tutti i tuoi errori nascosti.

 

Confessa tutti i tuoi errori nascosti.

Affronta quello che trovi ripugnante.
Chiunque pensi di non poter aiutare, aiutalo.
Tutto quello a cui sei attaccata/o lascialo andare.
Vai nei luoghi che t'intimoriscono, come i cimiteri.
Gli esseri senzienti sono illimitati come il cielo, sii consapevole.
Dampa Sangye(1045 -1117)


lunedì 23 ottobre 2023

Non è nelle mie corde

 



‘Non è nelle mie corde’, ‘non fa per me’, ‘non è io mio modo’ è la peggior cosa che possa affermare un praticante. 

Davanti a questa impostazione tutto si ferma: 
lo scopo della pratica è proprio farci essere come non siamo mai stati; farci svestire i nostri panni e farcene indossare altri che non sentiamo comodi per noi; farci affrontare la fatica, il dolore e la vergogna che questo può comportare è il primo passo
Y.B.F. 1961

martedì 14 marzo 2023

Yoga è


Serve a poco che la pratica sia come un temporale occasionale che inonda ogni cosa ma che poi, finita la tempesta, lascia che tutto ritorni esattamente come era.

La pratica deve essere invece lenta e costante come una goccia, continua, insistente, ripetitiva, noiosa, ma capace di modificare per sempre anche la pietra più dura

Yoga è 

conoscere il modo per mantenere l'equilibrio, la serenità, la calma, l'autocontrollo, l'amore.

Yoga è 

sapere che la violenza attira altra violenza, l'amore attira a sé altro amore,l'egoismo altro egoismo, un sorriso un altro sorriso.

Yoga è

conoscere il giusto modo per utilizzare completamente la forza del pensiero e tutte le altre energie cosmiche

Yoga è

sapere che la felicità interiore è più forte e duratura di quella esteriore e la si può raggiungere facilmente.

Yoga è 

saper dare un sorriso, un aiuto, un favore a chi chiede.

Yoga è

conoscere che la nostra parola, il nostro pensiero e la nostra azione hanno la capacità di modificare nel tempo profondamente l'ambiente nel quale ci troviamo.

Yoga è 

sapere che la semplicità e l'accontentarsi danno la felicità.

Yoga è 

comprendere che i nostri pensieri attirano altri pensieri della stessa natura.

Yoga è

voler sviluppare e conoscere tutte le varie energie di cui disponiamo.

Yoga è 

lo strumento per controllare il proprio destino.


(M° Giorgio Furlan Che cosa è Yoga da "Polvere di stelle - Liriche Tantriche", Produzioni Babaji)

venerdì 25 novembre 2022

LO SCOPO DELLO YOGA È LO YOGA.




“Se nello yoga si cerca una finalità, questa non può che arrivare da una memoria, da qualcosa di già noto.

E’ quando non vi è alcuno scopo, che la vita, le arti, diventano rituali.

Non appena c'è un obiettivo, è già un'attività profana.

Se la “non-finalità” è compresa, anche se tecnicamente mediocre,
l’attività diviene sacra, ispirante...

Una postura può essere di ispirazione, anche se è tecnicamente sbagliata.

Se chi la esegue è completamente lì, nella presenza, senza alcun divenire, senza alcuna intenzione, è una ispirazione.

La posa diventa sacra.

Eric Baret, da un seminario.

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