Krishnamacharya & B.K.S. Iyengar in 1938 with Yoga Sutras
Blog per uno yoga fatto di asana e ciaccarar (no non è chakra scritto male, anche se la pronuncia potrebbe essere simile, ma proprio ciaccarar, chiacchere, pettogolezzi insomma gossip detto alla bolognese).
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giovedì 14 maggio 2020
sabato 28 marzo 2020
Lo yoga ai tempi del coronavirus (articolo)
Un articolo interessante per i tempi che viviamo, forse non immediato per tutti, ma sicuramente anche uno stimolo per approfondire.
"A cosa ci serve lo yoga ai tempi del coronavirus? Esercizi per rinforzare il sistema immunitario o banco di prova del sistema Patanjialiano? Chi testa chi? Lo yoga è alla prova della resistenza al virus degli yoghin oppure il virus ci fa testare concretamente, ad esempio in termini di gestione dell’ansia, se l’effetto della pratica dello yoga sulla nostra condizione mentale è effettivamente quello desiderato?" di Chiara M. Travisi
Leggi l'articolo completo su Iyengar Yoga Institute Milano

giovedì 19 marzo 2020
Uddiyana bandha
Uddiyana bandha è un esercizio del diaframma e delle costole: esso può essere eseguito stando in piedi o seduti.
Inoltre costituisce la tecnica di base per eseguire nauli kriya.
Questa tecnica è riportata nei vari testi sotto differenti denominazioni, ma le diverse varianti hanno tutte una specifica caratteristica comune, cioè il movimento ascendente del diaframma.
Quando, nel pranayama, si esegue uddiyana bandha, viene mantenuta una lieve contrazione dei muscoli addominali durante tutte le fasi della respirazione (puraka, kumbhaka e rechaka).
Inoltre costituisce la tecnica di base per eseguire nauli kriya.
Questa tecnica è riportata nei vari testi sotto differenti denominazioni, ma le diverse varianti hanno tutte una specifica caratteristica comune, cioè il movimento ascendente del diaframma.
Quando, nel pranayama, si esegue uddiyana bandha, viene mantenuta una lieve contrazione dei muscoli addominali durante tutte le fasi della respirazione (puraka, kumbhaka e rechaka).
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da Youtube i video
mercoledì 11 marzo 2020
Campane tibetane
Le campane tibetane, dette “singing bowls”, sono nate circa 3000 anni fa in Tibet sebbene diffuse ben presto anche in India, Nepal, Giappone e Cina. Secondo quanto riportato dalla maggior parte delle fonti, il loro impiego si fa risalire a una forma di sciamanesimo che le riteneva in grado di guarire le persone avvicinando gli uomini alla divinità. A tale scopo esse venivano realizzate in fasi lunari specifiche e durante la forgiatura si era soliti pronunciare dei mantra in grado di conferire loro un determinato potere a seconda della destinazione d’uso. Custodite per secoli nei monasteri tibetani, hanno iniziato a diffondersi in Occidente a partire dagli anni ’50, in seguito all’occupazione cinese del Tibet.
Leggi l'articolo completo su https://www.eticamente.net
sabato 15 febbraio 2020
Maestri
Non si sceglie il maestro perchè è bravo; non si sceglie perchè è buono; non si sceglie perchè è "spirituale"; ma perchè possiede una cosa che tu desideri più di ogni altra ed hai l'occasione di carpirgliela. Allora non hai più alcun interesse per i suoi pregi o difetti, ma sei disponibile veramente a tutto per poter "rubargli" quel segreto! Devi prendergli la pietra preziosa che nasconde e non stai lì a pensare, se l'ha ereditata, guadagnata, comprata o rubata, se la sua casa è sporca o pulita, se è onesto o bugiardo, ricco o povero, ma sai che ce l'ha e tu la troverai costi quel che costi! L’unica cosa che conta è se la pietra preziosa la possiede o no, solo questo devi capire. Se non la ha è inutile perdere tempo, se la ha ci sarà anche il modo per prendergliela, sta a te trovarlo, solo a te. (S.Alfieri)
giovedì 16 gennaio 2020
Tensione
Quando sento la tensione ho vinto.
Lo scopo della posizione è rivelarmi le tensioni che erano nascoste.
La tensione non impedisce di fare la posa, è il contrario, la posa esiste per permettere di scoprire le tensioni. Sentire la tensione fa sì che questa si liberi, dunque è la trasformazione della tensione. Se la si lavora in questo modo, ci sarà anche una trasposizione sul piano psicologico.
Quando c'è un conflitto non cerco più di rinviare il conflitto ma posso realmente sentirlo e a un certo punto il conflitto non sarà più conflittuale.
È un'arte e un'arte vive solo attraverso la pratica.
Éric Baret
Lo scopo della posizione è rivelarmi le tensioni che erano nascoste.
La tensione non impedisce di fare la posa, è il contrario, la posa esiste per permettere di scoprire le tensioni. Sentire la tensione fa sì che questa si liberi, dunque è la trasformazione della tensione. Se la si lavora in questo modo, ci sarà anche una trasposizione sul piano psicologico.
Quando c'è un conflitto non cerco più di rinviare il conflitto ma posso realmente sentirlo e a un certo punto il conflitto non sarà più conflittuale.
È un'arte e un'arte vive solo attraverso la pratica.
Éric Baret
giovedì 9 gennaio 2020
Shivaismo
Lo Shivaismo è una religione molto vicina alla natura.
Il suo culto, che scatena la potenza dell’anima e del corpo, ha incontrato viva resistenza da parte delle religioni urbane che lo hanno considerato antisociale.
Shiva viene rappresentato come il protettore di quanti si ritengono lontani dalla società convenzionale e conformista
Foto di anja Cam da Pixabay
Il suo culto, che scatena la potenza dell’anima e del corpo, ha incontrato viva resistenza da parte delle religioni urbane che lo hanno considerato antisociale.
Shiva viene rappresentato come il protettore di quanti si ritengono lontani dalla società convenzionale e conformista
Foto di anja Cam da Pixabay
mercoledì 1 gennaio 2020
Felicità
Mi rattrista ascoltare persone che individuano la felicità nei grandi sogni.
Pare che la loro realtà sia solo, o quasi esclusivamente, privazione.
Inoltre secondo tali individui la felicità appartiene solo agli altri, a loro è negata.
Eppure non hanno le condizioni per ritenersi tali.
Gli insoddisfatti, gli infelici, i lamentosi rimarranno sempre tali.
Rimane una perdita di tempo osservare gli altri come favoriti senza riconoscere le proprie fortune.
Ed è pure una perdita di tempo ascoltare questa tipologia di persone.
Rincorrere la felicità è una sfida per tutti, solo che alcuni la trovano nelle apparenti piccole cose, altri rimangono accecati dalle grandi luci e perdono di vista le bellezze che incontrano sul sentiero della vita.
Aretha Franklin🙏🏻
Pare che la loro realtà sia solo, o quasi esclusivamente, privazione.
Inoltre secondo tali individui la felicità appartiene solo agli altri, a loro è negata.
Eppure non hanno le condizioni per ritenersi tali.
Gli insoddisfatti, gli infelici, i lamentosi rimarranno sempre tali.
Rimane una perdita di tempo osservare gli altri come favoriti senza riconoscere le proprie fortune.
Ed è pure una perdita di tempo ascoltare questa tipologia di persone.
Rincorrere la felicità è una sfida per tutti, solo che alcuni la trovano nelle apparenti piccole cose, altri rimangono accecati dalle grandi luci e perdono di vista le bellezze che incontrano sul sentiero della vita.
Aretha Franklin🙏🏻
giovedì 26 dicembre 2019
Lo Yoga non è una religione
"Lo Yoga non è una religione e va oltre la religione.
Non è un credo, ma è formato da tutti i credi; non è un dogma e prospera sulla libertà dell'individuo. S'intende libertà interiore, da ogni pregiudizio, da ogni male, da ogni cattiveria, da ogni lusinga, da ogni possesso, da ogni attaccamento egoistico, da ogni istinto.
Per riuscire in ciò devi amare tutte le religioni e non essere particolarmente di nessuna; devi rispettare tutti i credi e non attaccarti in particolar modo ad uno di essi; devi stimare tutti i dogmi, ma non saldarti a nessuno di essi, così eviterai la leggerezza, il fanatismo, l'intolleranza, il bigottismo, l'egotismo.
Sono questi gli ostacoli più duri da superare e vincere per chi si dedica allo sviluppo delle energie latenti e specialmente alla conoscenza dell'Assoluto”
(dal libro "Esperienze Yoga" di Giorgio Furlan, direttore dell’ Accademia Yoga 1969 di Roma)
Non è un credo, ma è formato da tutti i credi; non è un dogma e prospera sulla libertà dell'individuo. S'intende libertà interiore, da ogni pregiudizio, da ogni male, da ogni cattiveria, da ogni lusinga, da ogni possesso, da ogni attaccamento egoistico, da ogni istinto.
Per riuscire in ciò devi amare tutte le religioni e non essere particolarmente di nessuna; devi rispettare tutti i credi e non attaccarti in particolar modo ad uno di essi; devi stimare tutti i dogmi, ma non saldarti a nessuno di essi, così eviterai la leggerezza, il fanatismo, l'intolleranza, il bigottismo, l'egotismo.
Sono questi gli ostacoli più duri da superare e vincere per chi si dedica allo sviluppo delle energie latenti e specialmente alla conoscenza dell'Assoluto”
(dal libro "Esperienze Yoga" di Giorgio Furlan, direttore dell’ Accademia Yoga 1969 di Roma)
giovedì 19 dicembre 2019
giovedì 12 dicembre 2019
Accade
Nella pratica non si può capire che cosa si può ottenere finché non lo si ottiene, ed ogni volta che si ottiene qualcosa di nuovo, si ottiene qualcosa che era del tutto inimmaginabile. Per questo è inutile parlarne.
Chi ha in mente uno yogi, ha in mente qualcosa che somiglia ad un ricercatore spirituale, o a un mistico, o a un impostore, o a un santo, o a un saggio, o a un fachiro, o a qualche altro personaggio; ha in mente pace, o tranquillità, o imperturbabilità, o poteri magici, o illusioni; ma appunto, tutte queste, sono cose che abitano la mente.
Ciò che avviene è invece del tutto indicibile. Si può parlare delle tecniche o della tradizione, certo, ma di ciò che accade no. Per questo non può esistere né esisterà mai una "lezione di yoga".
(S. Alfieri)
Chi ha in mente uno yogi, ha in mente qualcosa che somiglia ad un ricercatore spirituale, o a un mistico, o a un impostore, o a un santo, o a un saggio, o a un fachiro, o a qualche altro personaggio; ha in mente pace, o tranquillità, o imperturbabilità, o poteri magici, o illusioni; ma appunto, tutte queste, sono cose che abitano la mente.
Ciò che avviene è invece del tutto indicibile. Si può parlare delle tecniche o della tradizione, certo, ma di ciò che accade no. Per questo non può esistere né esisterà mai una "lezione di yoga".
(S. Alfieri)
giovedì 5 dicembre 2019
Il corpo
".... penso a certe culture dello yoga, nelle quali il corpo viene coltivato in quanto corpo, e non soltanto nella dimensione sportivo-muscolare-competitivo-aggressiva che conosciamo fin troppo e non lascia presagire nulla di positivo.
Il corpo vi è coltivato per divenire al contempo più spirituale e più carnale. Un insieme di pratiche alimentari e gestuali, attenzione al respiro, un rispetto dei ritmi del giorno e della notte, delle stagioni e degli anni,un'educazione dei sensi alla percezione corretta, educano a poco a poco il corpo a rinascere, a darsi una nascita propria, carnale e spirituale in ogni momento.
Ne consegue che il corpo non è più semplicemente corpo generato dai genitori: è anche quello che io mi restituisco." (Luce Iringaray- "Amo a te".)
Il corpo vi è coltivato per divenire al contempo più spirituale e più carnale. Un insieme di pratiche alimentari e gestuali, attenzione al respiro, un rispetto dei ritmi del giorno e della notte, delle stagioni e degli anni,un'educazione dei sensi alla percezione corretta, educano a poco a poco il corpo a rinascere, a darsi una nascita propria, carnale e spirituale in ogni momento.
Ne consegue che il corpo non è più semplicemente corpo generato dai genitori: è anche quello che io mi restituisco." (Luce Iringaray- "Amo a te".)
giovedì 28 novembre 2019
La meta
"Chiunque, giovane, vecchio, vecchissimo, malato o debole, abbandoni la pigrizia ed il timore e pratichi con dedizione e coraggio lo yoga raggiungerà la meta.
L'accadimento si presenta a colui che si impegna nella pratica, nulla accadrà, invece, a colui che legge trattati di yoga, né a colui che si abbiglia in un certo modo o rimugina antiche tradizioni. In verità non esiste altra via che la pratica.
Le posture, le ritenzioni di vario genere ed intensità, e tutte le altre tecniche rivelate, devono essere interamente praticate per raggiunge la meta lungo la via dell'hatha yoga."
Hatha Yoga Pradipika

L'accadimento si presenta a colui che si impegna nella pratica, nulla accadrà, invece, a colui che legge trattati di yoga, né a colui che si abbiglia in un certo modo o rimugina antiche tradizioni. In verità non esiste altra via che la pratica.
Le posture, le ritenzioni di vario genere ed intensità, e tutte le altre tecniche rivelate, devono essere interamente praticate per raggiunge la meta lungo la via dell'hatha yoga."
Hatha Yoga Pradipika
sabato 23 novembre 2019
Mantra
màn-tra
Inno, preghiera, formula sacra; al di fuori del contesto religioso, anche slogan, massima personale, stile di vita
dal sanscrito मन्त्र màntra ‘strumento del pensiero, inno, formula sacra o magica’.
Guru Mantra 108 Times | Guru Brahma Guru Vishnu Guru Devo Maheshwara | ग...
GururBrahma GururVishnu
GururDevo Maheshwaraha
Guru Saakshaat ParaBrahma
Tasmai Sri Gurave Namaha
mercoledì 5 dicembre 2018
Nadi shodhana
Liberamente tratto da: L'albero dello Yoga
Immagine da Wikimedia
Nadi shodhana è un preludio indispensabile per le pratiche meditative avanzate.
Effetti sul corpo: Induce calma e tranquillità. Tutti i canali pranici vengono sbloccati.
Il flusso di prana nelle nadi ida e pingala viene reso uguale.
Il sistema sanguigno viene purificato dalle tossine.
Tutto il corpo viene nutrito dall’aumentata quantità di ossigeno e l’anidride carbonica viene espulsa sufficientemente. A livello mentale dona equilibrio, calma i nervi ed elimina ansia e stress.
Riesce ad allontanare vari disturbi del sonno.
Il risultato generale è un grande miglioramento della salute.
Purificando le cellule del cervello, tutti i suoi centri vengono stimolati a lavorare quasi al massimo della loro capacità. Nadi Shodhana, alimenta e stimola in modo alterno entrambi gli emisferi del cervello, quello destro e quello sinistro. Una cosa che molte persone non sanno è che di base respiriamo già in questo modo, è la nostra respirazione normale. Il corpo ogni due ore circa inverte il meccanismo. Sono brevi i periodi in cui respiriamo con entrambe in contemporanea. E’stato dimostrato che, alcuni disturbi cronici come la stitichezza, l'ulcera gastrica e l'asma, sono in qualche modo legati alla respirazione semi-permanente da una narice sola.
Tutta l’aria stagnante viene rimossa dai polmoni.
Effetti energetici: A livello energetico, secondo i maestri di yoga, permette di portare equilibrio anche tra i canali energetici del corpo, in particolar modo Ida, Pingala e Sumshumna, i tre nadi principali.
giovedì 12 aprile 2018
What's the difference between Kapalbhati and Bhastrika breath? How to pr...
Differenze tra Kapalbhati e Bhastrika
mercoledì 11 aprile 2018
Citazione
Incontra i tuoi mostri nascosti;
Avvicinati a ciò che ti ripugna;
Aiuta quelli che non ti va di aiutare;
Non dare importanza a tutto ciò che ti procura attaccamento;
Va’ in posti che ti fanno paura;
Trova il Buddha dentro te stesso!”
Machig Labdron
Avvicinati a ciò che ti ripugna;
Aiuta quelli che non ti va di aiutare;
Non dare importanza a tutto ciò che ti procura attaccamento;
Va’ in posti che ti fanno paura;
Trova il Buddha dentro te stesso!”
Machig Labdron
Gli Aghori
La più estrema delle sette di sādhu è quella degli Aghori, fondata da Kina Ram, un asceta del XVIII secolo.
Ricercano l'illuminazione seguendo, tra i comportamenti di Shiva,
quelli che sono considerati come i più fuori dalla norma. Poco numerosi
ai giorni nostri (una ventina che vivono a Varanasi, presso la tomba del loro guru), sembra siano stati più numerosi in passato, probabilmente 200-300 alla fine del XIX secolo.
da Wikipedia (leggi di più)
da Wikipedia (leggi di più)
Yoga?
Yoga?
Di solito non lo sappiamo proprio, neanche lo sospettiamo, ma quando decidiamo di sederci sul tappetino, di provare a praticare, è sempre per guarire da qualcosa. Questo qualcosa è la qualità della nostra vita, le nostre relazioni, il rapporto con il lavoro, il corpo, i desideri, le catene delle nostre trappole mentali, delle paure, dei doveri e dei divieti. Non lo sappiamo e dunque ci diciamo di volerci rilassare, o attenuare il mal di schiena. Oppure siamo in qualche viaggio mentale mistico/spirituale.
Ma in realtà ciò che ci spinge è il male di vivere male.
Il problema è che poi la pratica funziona: e più funziona più ci allontana dalle cause del nostro malessere. E qui comincia tutto un altro viaggio. (S. Alfieri)
Di solito non lo sappiamo proprio, neanche lo sospettiamo, ma quando decidiamo di sederci sul tappetino, di provare a praticare, è sempre per guarire da qualcosa. Questo qualcosa è la qualità della nostra vita, le nostre relazioni, il rapporto con il lavoro, il corpo, i desideri, le catene delle nostre trappole mentali, delle paure, dei doveri e dei divieti. Non lo sappiamo e dunque ci diciamo di volerci rilassare, o attenuare il mal di schiena. Oppure siamo in qualche viaggio mentale mistico/spirituale.
Ma in realtà ciò che ci spinge è il male di vivere male.
Il problema è che poi la pratica funziona: e più funziona più ci allontana dalle cause del nostro malessere. E qui comincia tutto un altro viaggio. (S. Alfieri)

