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venerdì 6 marzo 2026

L'importanza del dolore

 


Il dolore è parte integrante della pratica, non và temuto, non và evitato, ma ascoltato, compreso, amato. Perchè ogni volta che proverò dolore, quella sensazione starà illuminando quella parte del corpo, ed è lì che agirò anche in maniera sottile, lavorando con il fine di muovere le energie per ottenere l'obiettivo della pratica.

È normale per ognuno di noi avere uno spazio corpo/mente in cui stiamo "comodi", ma per ottenere il Samadhi, l'illuminazione o, molto più semplicemente, per chi si accontenta di "poco", il benessere, dobbiamo allontanarci da lì.

Un fisico molto elastico mi costringerà a fare un lavoro incredibile di concentrazione per sentire il corpo, perdendo consapevolezza.

Tutto ciò richiede però esercizio e l'esercizio implica una grande quantità di fallimenti e frustrazione.

Il punto non è quante volte fallisci, ma quanto è chiaro che quel fallimento è una parte del processo di apprendimento. 

Quando cominciamo a ragionare sul fatto che non siamo riusciti a fare fa parte di questo processo, la potenza autodistruttiva dell'errore è disinnescata.

Om 🙏🏻

 (Salvo)

mercoledì 25 febbraio 2026

Respirazione quadrata



 

Ultimamente stiamo praticando quella che comunemente chiamiamo respirazione quadrata.

Il nome sanscrito è Sama Vritti Pranayama.

Il termine “Sama Vritti” deriva da due parole:

Sama = uguale, equilibrato, armonioso

Vritti = flusso, onde mentali, movimenti interiori

Dunque Sama Vritti significa “rendere equanime il flusso del respiro e della mente”.

È una pratica che conduce alla stabilità mentale (sthira) e alla chiarezza (sattva).

Attraverso l’equilibrio del respiro, si riflette equilibrio nella mente: le onde emotive si calmano e si stabilizza l’attenzione.

“Quando il respiro è regolato e stabilizzato, la mente diviene ferma e libera dalle fluttuazioni.”  Patañjali, Yoga Sutra (II.49–II.53)

Il respiro è composto da quattro parti:

Puraka – inspirazione (assorbire l’energia, prana)

Antara Kumbhaka – ritenzione a polmoni pieni (assimilazione, stabilità)

Rechaka – espirazione (rilascio, purificazione)

Bahya Kumbhaka – ritenzione a polmoni vuoti (vuoto, silenzio interiore)

Tutte e quattro le fasi, in questo pranayama hanno sempre uguale durata.

Benefici grossolani:

    Rafforza il diaframma e migliora la capacità polmonare.

    Regolarizza il ritmo cardiaco e abbassa la pressione arteriosa.

    Favorisce un metabolismo ossidativo più efficiente.

Benefici sottili:

    Bilancia i due canali energetici principali:

    Ida (luna, mente, calma)

    Pingala (sole, energia, azione)

L’equilibrio tra i due apre il canale centrale Sushumna nadi, favorendo la quiete propedeutica alla meditazione.

Porta alla stabilità emotiva, riducendo ansia e agitazione.

Sviluppa la presenza mentale (dharana), prerequisito per la meditazione.

Aiuta a dissolvere l’iperattività del pensiero, favorendo l’introspezione. 

Tutto ciò non è ottenibile immediatamente, ma portando pazienza e superando le difficoltà iniziali, spesso legate alla durata delle fasi respiratorie e alle ritenzioni.

🙏🏻

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