Ultimamente stiamo praticando quella che comunemente chiamiamo respirazione quadrata.
Il nome sanscrito è Sama Vritti Pranayama.
Il termine “Sama Vritti” deriva da due parole:
Sama = uguale, equilibrato, armonioso
Vritti = flusso, onde mentali, movimenti interiori
Dunque Sama Vritti significa “rendere equanime il flusso del respiro e della mente”.
È una pratica che conduce alla stabilità mentale (sthira) e alla chiarezza (sattva).
Attraverso l’equilibrio del respiro, si riflette equilibrio nella mente: le onde emotive si calmano e si stabilizza l’attenzione.
“Quando il respiro è regolato e stabilizzato, la mente diviene ferma e libera dalle fluttuazioni.” Patañjali, Yoga Sutra (II.49–II.53)
Il respiro è composto da quattro parti:
Puraka – inspirazione (assorbire l’energia, prana)
Antara Kumbhaka – ritenzione a polmoni pieni (assimilazione, stabilità)
Rechaka – espirazione (rilascio, purificazione)
Bahya Kumbhaka – ritenzione a polmoni vuoti (vuoto, silenzio interiore)
Tutte e quattro le fasi, in questo pranayama hanno sempre uguale durata.
Benefici grossolani:
Rafforza il diaframma e migliora la capacità polmonare.
Regolarizza il ritmo cardiaco e abbassa la pressione arteriosa.
Favorisce un metabolismo ossidativo più efficiente.
Benefici sottili:
Bilancia i due canali energetici principali:
Ida (luna, mente, calma)
Pingala (sole, energia, azione)
L’equilibrio tra i due apre il canale centrale Sushumna nadi, favorendo la quiete propedeutica alla meditazione.
Porta alla stabilità emotiva, riducendo ansia e agitazione.
Sviluppa la presenza mentale (dharana), prerequisito per la meditazione.
Aiuta a dissolvere l’iperattività del pensiero, favorendo l’introspezione.
Tutto ciò non è ottenibile immediatamente, ma portando pazienza e superando le difficoltà iniziali, spesso legate alla durata delle fasi respiratorie e alle ritenzioni.
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